PRESENTAZIONE
Gino Marinuzzi Jr., è nato a New York il 7 aprile 1920, era un compositore italiano di notevole versatilità e talento, la cui carriera si è estesa dalla musica classica alle colonne sonore cinematografiche, passando per la musica elettronica. Nonostante non venga spesso menzionato nelle storie della musica elettronica come figura di spicco, il suo contributo nel campo della musica per i media e la sperimentazione sonora lo rende un personaggio unico e innovativo.
Un’aneddoto divertente sulla sua nascita. È nato a New York perché suo padre era in tournée negli Stati Uniti (in seguito fu nominato direttore musicale al Chicago Opera Theatre). Marinuzzi Sr. era presente al momento del parto di Gino Jr., ma fu richiesto urgentemente in teatro e dovette lasciare la moglie da sola. Prima di allontanarsi chiese al dottore di registrare il figlio con il nome di Gerolamo. Purtroppo, il medico, che non parlava italiano, si dimenticò il nome e registrò il bambino con lo stesso nome del padre. Inoltre, la procedura di certificazione si svolse così rapidamente che non fu possibile ricevere prove chiare della nascita, questo creò problemi a Gino Marinuzzi Jr. perché faticò tutta la vita per ottenere il suo certificato di nascita.
Durante la sua infanzia ha spesso frequentato la città di Sanremo, perché li era situata la villa di famiglia. La casa era frequentata anche da personalità con cui il musicista rimase in contatto per tutta la vita, come Italo Calvino.
Un’altra figura di spicco con cui ha collaborato spesso e di cui era amico era Nino Rota. Gino Marinuzzi Jr. ha collaborato con Rota in una delle sue ultime opere degne di nota: Hi wa shizumi, hi wa noboru (Tramonto, Alba) diretto da Koreyoshi Kurahara nel 1973 e Alle origini della mafia, un documentario-fiction televisivo diretto da Enzo Muzii nel 1976.
La sua infanzia e formazione
Come ho scritto prima lui era figlio del famoso direttore d’orchestra Gino Marinuzzi Sr.. La madre, Anna Sofia Amoroso era una pianista. Gino Marinuzzi Jr. cresce in un ambiente musicale ricco e stimolante. La sua infanzia lo vede già impegnato nello studio del violino e del pianoforte, sotto la guida di Vincenzo Calace al Conservatorio di Milano. Qui si distingue presto come bambino prodigio, caratteristica che lo porterà a una precoce notorietà. Tra i suoi coetanei e amici al Conservatorio figurano nomi illustri come Luciano Berio, con il quale manterrà un rapporto professionale basato su rispetto e stima reciproci.Marcello Abbado, il fratello del direttore d’orchestra Claudio Abbado, descrisse il giovane Marinuzzi Jr. come brillante, estroverso e con brio vivido.
Inizi della Carriera
Nel 1936, a soli 16 anni, il suo Concertino per pianoforte, oboe e sax solisti e orchestra d’archi viene pubblicato dalla prestigiosa casa editrice Carisch. Seguono altre pubblicazioni e importanti collaborazioni con il padre, come l’orchestrazione del balletto Pinocchio, completato solo nel dopoguerra e rappresentato al Teatro dell’Opera di Roma nel 1956. Durante questo periodo, Marinuzzi Jr. compone diverse opere classico-sinfoniche, consolidando la sua reputazione di compositore talentuoso.Esperienze di Guerra e Composizioni Post-belliche
Durante la Seconda Guerra Mondiale, Marinuzzi Jr. presta servizio militare. Viene deportato nel campo di lavoro forzato di Ludwigshafen in Germania, dove trae ispirazione per il ciclo di brani Lagerlieder. Dopo la liberazione nel 1945, ritorna a Milano e continua la sua attività compositiva, con opere come la Suite Concertante per pianoforte e orchestra, eseguita al Teatro Nuovo di Milano nel 1946.Musica per il Cinema e Collaborazioni
Negli anni ’50, Marinuzzi Jr. si afferma come compositore di colonne sonore per il cinema. Collabora con registi di rilievo come Jean Renoir, Vittorio De Sica e Mario Bava. La sua prima colonna sonora per un lungometraggio è per Romanzo d’amore di Duilio Coletti nel 1950. Marinuzzi Jr. si distingue per la capacità di integrare la sua formazione classica con gli stili richiesti dalle sceneggiature cinematografiche, lavorando su film di diversi generi, dai documentari ai film di finzione, e sperimentando con la musica concreta.Sperimentazione e Musica Elettronica
Negli anni ’50 e ’60, Marinuzzi Jr. si avvicina alla musica elettronica, diventando uno dei pionieri in Italia. Collabora con tecnici del suono come Federico Savina e Paolo Ketoff, sviluppando dispositivi per la sintesi e manipolazione del suono come lo Scopacordo e il Fonosynth. Uno dei suoi brani più importanti di questa fase è Traiettorie. Partecipa a progetti di sperimentazione sonora presso lo Studio di Fonologia di Milano. Abbiamo una lettera che testimonia i suoi contatti con lo Studio di Milano. Personalmente la trovo anche molto divertente, ci permette di vedere un lato del compositore che difficilmente si vedrebbe solo dalla sua musica.CORBELLA M., Gino Marinuzzi Jr: Electronics and Early Multimedia Mentality in Italy in Musica Tecnologica, Firenze University Press, Firenze, 2015, p. 115.
Anni ’60
Negli anni ’60, Marinuzzi Jr. continua a comporre per la televisione e il cinema. Contribuisce con musiche innovative a progetti come Il conte di Montecristo e Jekyll. Fonda lo Studio R7 a Roma insieme a colleghi come Domenico Guaccero, Franco Evangelisti e Egisto Macchi (in seguito anche Ennio Morricone), un centro cooperativo dedicato alla sperimentazione elettroacustica. Nonostante un calo nella produzione negli anni successivi, il suo lavoro rimane un punto di riferimento per la musica applicata e la sperimentazione sonora.Gli ultimi anni
Nel 1988 compone il Concertante per pianoforte e orchestra, commissionato dall’Orchestra Sinfonica di Roma della RAI (è un ritorno alla musica da concerto dopo 27 anni); è il suo ultimo pezzo.Nel 1990, nonostante due interventi chirurgici, la salute di Marinuzzi Jr. continua a peggiorare. Era determinato a finire Jacquerie, un’opera su libretto di Aberto Danaudy. Il pezzo era originariamente composto nel 1918 da padre, ma le partiture erano andate perse. Purtroppo, a causa del peggioramento della sua salute, non riesce a completarla; il terzo atto è scritto, da uno dei suoi ex allievi, Riccardo Biseo. Jacquerie andò in scena al Teatro Bellini di Catania il 13 maggio 1994. Marinuzzi Jr., nonostante la depressione di cui ha sofferto negli ultimi anni della sua vita, ha assistito allo spettacolo, seduto su un balcone davanti al palco.
Gino Marinuzzi Jr. muore l’8 novembre 1996. La sua capacità di coniugare tradizione e innovazione, unita a una profonda conoscenza delle tecnologie musicali, lo rende una figura di grande rilievo nella storia della musica del XX secolo.